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| Il meccanismo inceppato |
L’anca e le articolazioni sacro-iliache sono molto importanti nella corsa. Ciononostante la maggior parte dei podisti non cura a sufficienza la mobilità del bacino. Vediamo allora di capire nel dettaglio in che modo queste articolazioni sono implicate nei gesti atletici e che problemi da’ il loro mal funzionamento. L’anca, in altre parole l’articolazione coxo-femorale, è l’importante anello di congiunzione tra l’arto inferiore e il bacino, e costituisce il punto nodale nella trasmissione dell’impulso durante la corsa e l’esecuzione di gesti tecnici specifici.Da essa dipendono i movimenti di: - flesso-estensione della coscia rispetto al bacino (che ci permettono da in piedi di spostare il ginocchio verso l’alto o di spingere la gamba in dietro); - adduzione (l’avvicinamento su un piano frontale dell’arto all’asse centrale del corpo); - abduzione (l’allontanamento su un piano frontale dell’arto dalla parte centrale del corpo); - extra e intrarotazione di tutto l’arto inferiore (torsione della gamba verso l’interno e l’esterno). L’articolazione dell’anca è condizionata nel suo movimento dall’imponente muscolatura glutea, adduttoria e flesso-estensoria della coscia, che pur garantendo la stabilità della stessa può in determinate situazioni essere d’ostacolo alla mobilità. Inoltre, leggere anomalie nello sviluppo dello scheletro possono generare situazioni di intra o extrarotazione dell’anca, i cui effetti sono facilmente osservabili a livello del piede con rotazione verso l’interno o l’esterno dello stesso, e a livello delle ginocchia con un anomalo posizionamento delle rotule e un possibile strabismo di queste ultime. Le articolazioni sacro-iliache, invece, garantiscono la mobilità tra la colonna vertebrale e il bacino. Nella corsa e in bicicletta abbiamo un movimento alternato delle due anche e quello pendolare delle articolazioni sacro-iliache che consentono al bacino di oscillare sul piano orizzontale e mantenere allo stesso tempo una schiena diritta: questo gioco articolare è importante per la resa atletica. Come scioglierle Alcune discipline dell’atletica, come ad esempio gli ostacoli, richiedono una mobilità ottimale dell’anca, poiché la corretta esecuzione del gesto tecnico necessita di grande particolarità. Per la corsa invece, è sufficiente anche una funzionalità parziale, sebbene il fatto di poter contare su delle anche mobili è un indubbio vantaggio per il runner di qualsiasi livello. Una buona funzionalità dell’anca e delle articolazioni sacro iliache incide positivamente sulle prestazioni dell’atleta, migliorando la tecnica di corsa e la sua economia all’aumentare della stanchezza. Inoltre nella corsa a velocità elevate consente una maggior apertura del compasso degli arti inferiori e quindi una falcata più ampia. Appurato che avere una buona funzionalità delle anche è vantaggioso, per aumentarla il corridore può utilizzare: - gli esercizi di mobilizzazione attiva; - gli esercizi di mobilizzazione passiva o guidata; - gli esercizi di stretching. ![]() Situazioni a rischio Se gli esercizi specifici sono un toccasana per l’anca e le articolazioni del bacino, esistono dei fattori che causano dei microtraumi durante l’esercizio fisico. Vediamo di analizzarli. - Dismetrie degli arti inferiori (una gamba più lunga dell’altra): - Dismetrie funzionali degli arti inferiori (dipendenti dall’appoggio di uno dei due piedi); - Dimorfismi (alterazioni anatomiche della testa del femore in relazione al cotile, la parte del bacino che si articola col femore); - Scoliosi primarie, (indipendenti dalla lunghezza degli arti inferiori); - Marcate ipotonie (carenze del tono) muscolari in un solo arto. In tutti questi casi è importante effettuare sempre un’accurata analisi statico-dinamica del corpo dell’atleta e degli esami radiologici, che permettono una precisa valutazione della salute delle articolazioni. L’artrosi che blocca Le articolazioni per funzionare bene devono essere usate, poiché il nutrimento delle superfici articolari è favorito dal carico e dal movimento. In particolare, le cartilagini hanno un metabolismo dipendente in parte dal liquido sinoviale presente nelle articolazioni, che viene pompato in continuazione verso le cartilagini dal movimento dei due capi articolari. Quando il movimento è scarso o limitato, il ricambio metabolico è alterato e le aree sottoposte a maggior carico subiscono un eccesso di usura che porta a fenomeni di carattere degenerativo. L’usura precoce dell’anca è un fenomeno che non va sottovalutato, tanto che può determinare la necessità di appendere le scarpe al chiodo. I sintomi di una degenerazione muscolare sono il dolore al carico prolungato, ma, ancor prima una limitazione del movimento soprattutto in intra ed extra rotazione. Posso verificarsi anche dolori lombari, in quanto la scarsa mobilità dell’anca condiziona la postura della colonna, con un maggior lavoro di compensazione da parte della muscolatura della zona lombare. Quando smettere di correre Con un’articolazione compromessa non si può purtroppo pensare di continuare a correre regolarmente. Occorre piuttosto impiegare il tempo a propria disposizione per evitare un peggioramento della situazione, che finirebbe per rendere difficoltosi non solo la pratica dello sport ma anche i movimenti della vita di tutti i giorni. In quest’ottica vanno bene gli esercizi di mobilità e di stretching abbinati alla bicicletta e al nuoto. Si può praticare corsa saltuariamente su superficie morbida (prato). In casi estremi Quando ci si trova di fronte a un caso di degenerazione articolare, prima di correre all’uso di una protesi occorre valutare non solo il quadro clinico e radiologico, ma anche l’età del paziente e, ancor di più, la qualità della vita. Se, ad esempio, la situazione è tale da limitare le aspettative e incidere negativamente sulla psiche, è meglio optare per l’intervento, pur conoscendo i limiti delle articolazioni artificiali, limiti legati soprattutto all’usura. Per lo stesso motivo, se il quadro clinico non è dei più rosei ma il paziente è giovane e sopporta bene il disagio, l’intervento può essere posticipato. Si può correre con una protesi? Si, è possibile da un punto di vista teorico, ma la corsa in questo caso non deve diventare un’attività preferenziale e sistematica. Questo perché porterebbe ad un’usura precoce dell’articolazione artificiale e a una possibile mobilizzazione della stessa in relazione ai microtraumatismi legati al gesto atletico. Vanno piuttosto privilegiati altri sport, come il nuoto, in cui il carico applicato alla nuova articolazione è contenuto. |






L’anca e le articolazioni sacro-iliache sono molto importanti nella corsa. Ciononostante la maggior parte dei podisti non cura a sufficienza la mobilità del bacino. Vediamo allora di capire nel dettaglio in che modo queste articolazioni sono implicate nei gesti atletici e che problemi da’ il loro mal funzionamento. L’anca, in altre parole l’articolazione coxo-femorale, è l’importante anello di congiunzione tra l’arto inferiore e il bacino, e costituisce il punto nodale nella trasmissione dell’impulso durante la corsa e l’esecuzione di gesti tecnici specifici.







































