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| La crisi durante la maratona. |
Correre la maratona è senza dubbio un’esperienza esaltante, specialmente se tutto va bene, ma, purtroppo può capitare che durante la corsa avvenga la cosiddetta “crisi”, una demoralizzante sensazione di stanchezza e di vuoto che in quel momento fa rimpiangere il giorno in cui abbiamo avuto l’idea di lanciarci in quella avventura.(…) Cerchiamo di vedere quali possono essere le cause che determinano la crisi del maratoneta durante lo svolgimento della gara: 1-Allenamento non adeguato: sono moltissimi i podisti che sono venuti da me ( Fulvio Massini n.d.r.) chiedendo un programma di allenamento per correre la maratona e mi hanno raccontato che durante la gara precedente sono andati fortissimo fino a metà gara o poco più, dopodiché hanno sofferto le pene dell’inferno per arrivare al traguardo. Parlando ho poi scoperto che si erano preparati correndo un paio di volte la settimana per quindici chilometri e partecipando ad una manifestazione podistica domenicale. La maratona può essere un’esperienza bellissima ma solo se preparata con coscienza e specialmente allenandosi adeguatamente. 2-Partenza troppo veloce: è la mia grande paura. Tutte le volte che qualcuno dei maratoneti da me allenati si presenta alla partenza ho sempre paura che percorra i primi chilometri troppo velocemente, per cui consiglio di cercare di essere molto scrupolosi nel calcolare l’andatura e controllando i pannelli distanziometrici, di attenersi alla media chilometrica stabilita fin dal principio. All’inizio della gara si sta sempre benissimo, ma ricordiamoci che quarantadue chilometri sono molto lunghi anche per chi è ben preparato. Da un punto di vista più scientifico possiamo dire che partire troppo velocemente porta a consumare troppo glicogeno (il glicogeno muscolare è la forma nella quale gli zuccheri vengono immagazzinati nei muscoli) e se finisce troppo presto questo componente del carburante, la miscela che utilizziamo per ricostruire l’energia diventa troppo ricca di grassi e siamo costretti a ridurre la nostra andatura ed in casi estremi a procedere addirittura camminando. 3-Condotta di gara a scatti: ci sono podisti che non hanno la capacità di correre a ritmo costante. Così facendo vanno incontro al problema appena visto, cioè all’esaurimento del glicogeno. Correre la maratona per diverse volte e specialmente dedicarsi ad allenamenti specifici dovrebbe abituare a correre a ritmo costante. 4-Saltare i rifornimenti: molti, specialmente fra i principianti, pensano che bere dopo cinque chilometri, quando è fissato il primo posto di ristoro, sia inutile perché non ne sentono la necessità. Ebbene no, quando correndo si avverte la sete o siamo già in crisi o stiamo per entrarci. L’organismo per poter correre usa molti liquidi. Il “pieno” di sali minerali, dobbiamo farlo i giorni prima mangiando adeguatamente, ma l’acqua bisogna berla durante la gara, e ne basta pochissima ad intervalli regolari per evitare la crisi. 5-Caldo eccessivo: sconsiglio sempre di correre la maratona durante l’estate, in tarda primavera o all’inizio dell’autunno. In queste stagioni non ci sono le condizioni climatiche per ottenere buone prestazioni ed inoltre si corre il rischio del classico colpo di sole. Spesso molti podisti si recano in paesi africani o asiatici e approfittano della maratona per farsi un bel viaggio, pur sapendo che correranno al caldo. In questi casi, così come per correre in Italia quando la temperatura è più alta, l’importante è acclimatarsi allenandosi nelle ore più calde della giornata ben coperti in modo da ricreare una temperatura simile a quella che troveremo durante la maratona. Una volta in gara dovremo, oltre a bere, usufruire anche di tutti i punti di spugnaggio per mantenersi più freschi possibile. 6-Crisi da dissenteria: può accadere di essere costretti a fermarsi per espellere le feci durante la gara. Ciò in genere accade per un errore nell’alimentazione del giorno precedente dovuto ad un abuso di dolci, all’aver bevuto ai rifornimenti dell’acqua troppo fredda, o all’aver ingerito bevande troppo ricche di zuccheri. 7-Crampi: non bere ma, anche bere sostanze che l’organismo non assorbe o assorbe troppo lentamente può portare a questo fastidioso infortunio. Fra le altre cause che lo provocano, anche indossare calzature nuove o poco adatte e, prima in ordine d’importanza la mancanza di allenamento. 8-Dolori addominali: si verificano quasi sempre in chi ha dovuto assumere farmaci nei giorni precedenti la gara, per curarsi una tendinite o comunque un infortunio. Nei limiti del possibile, bisognerebbe astenersi dal prendere medicine almeno il giorno prima della maratona. Possono essere dovuti anche a mancata defecazione, ma una alimentazione ricca di verdure dovrebbe eliminare il problema. 9-Vesciche: queste bolle di liquido che si formano sotto la pelle creano molti più problemi di quelli che si pensa, ma sono facilmente prevenibili. Basterà usare vaselina o uno dei numerosi prodotti in commercio che la possono tranquillamente sostituire. Per limitare la sensazione di dolore e di fastidio che si accompagna alla vescica, invece bisognerà bucarla facendoci passare dentro un ago con un filo sterile, filo che dovrà rimanere all’interno finchè tutto il liquido viene assorbito da quest’ultimo senza tagliare la pelle, almeno fino a quando quella sotto non è diventata abbastanza resistente. Tratto da "La Maratona per gente come noi" di Fulvio Massini |
| Ultimo aggiornamento ( Martedì 29 Dicembre 2009 13:55 ) |






Correre la maratona è senza dubbio un’esperienza esaltante, specialmente se tutto va bene, ma, purtroppo può capitare che durante la corsa avvenga la cosiddetta “crisi”, una demoralizzante sensazione di stanchezza e di vuoto che in quel momento fa rimpiangere il giorno in cui abbiamo avuto l’idea di lanciarci in quella avventura.






































